IL MASSICCIO DEL PASUBIO, PICCOLE DOLOMITI
Il massiccio del Monte Pasubio si trova al confine nord della provincia di Vicenza, segnando la linea tra Veneto e Trentino, che fino al 1918 divideva Italia e Austria-Ungheria.
Il Pasubio è tra due grandi depressioni: a ovest Vallarsa-Pian delle Fugazze, a est Borcola tra le valli di Terragnolo e Posina. Cinque comuni condividono il territorio: Valli del Pasubio, Posina (Veneto), Vallarsa, Terragnolo e Trambileno (Trentino).
A sud il monte scende sull’alta Val Leogra nel territorio di Valli del Pasubio, a nord verso Rovereto. In cima si trovano cime note per la Grande Guerra: cima Palon (2236 m), Dente Italiano (2220 m), Dente Austriaco (2203 m), monte Roite (2144 m), monte Corno (2141 m) e Col Santo (2112 m).
Dalla depressione di Porte del Pasubio parte verso sud-est la dorsale “5 Cime”, che scende verso Bocchetta Campiglia, sede della Strada delle 52 Gallerie.
La zona del Pasubio è sacra per i duri scontri tra esercito italiano e austro-ungarico nella Prima Guerra Mondiale. Qui sorge l’Arco Romano al Cimitero Italiano della Brigata Liguria, con l’iscrizione “Di qui non si passa”. Inaugurato nel 1935, sostituì un piccolo monumento e fu restaurato nel 2011 dai volontari di Valli del Pasubio.
Sulla sommità si trova anche la Chiesetta di Sette Croci, dedicata a Gesù e a Santa Maria delle Nevi, inaugurata il 10 settembre 1961.

DESCRIZIONE ITINERARIO
La Strada degli Scarubbi (Prealpi Vicentine) viene spesso usato come sentiero di ritorno dopo la Strada delle 52 Gallerie, creando così un itinerario ad anello.
La Strada degli Scarubbi collega il Colle Xomo alle Porte del Pasubio, dove si trova il rifugio Achille Papa a 1928 metri di altitudine. Il percorso, che si sviluppa per circa 10 km, parte dal versante nord-est del Pasubio, attraversando inizialmente il suggestivo Vallone delle Caneve di Campiglia, per poi proseguire lungo il fianco destro della testata di Val Sorapache.

SCHEDA TECNICA
- PARCHEGGIO: presso Bocchetta Campiglia, dove partono anche le 52 Gallerie
- PARTENZA: ben visibile all’inizio del parcheggio
- SVILUPPO: circa 20 km A/R ma solitamente la si percorre solo in discesa come ritorno dalle 52 Gallerie
- DISLIVELLO: circa 800 metri D+
- DIFFICOLTA’: facile, escursionistica
- TIPOLOGIA SENTIERO: A/R, anello se si salgono le 52 Gallerie e poi si scende da qui
- SEGNAVIA: CAI 370
- PUNTI DI APPOGGIO: Rifugio Achille Papa verificare le aperture stagionali. Telefono: 328 033 9538
- PERIODO: maggio-ottobre o comunque in assenza di neve. La strada è esposta a nord non percorribile in caso di neve.
LA STRADA DEGLI SCARUBBI
Non ci sono molte indicazioni da seguire se non quella di percorrere il sentiero CAI 370, che in realtà è una strada sterrata adatta a tutti. È importante considerare la lunghezza dell’itinerario per organizzare al meglio l’escursione. Esistono diversi sentieri e scorciatoie che tagliano i tornanti e accorciano il percorso: questi risultano più impegnativi, soprattutto se si sceglie di scendere dalla Strada degli Scarubbi dopo aver percorso la Strada delle 52 Gallerie.
E’ chiusa al traffico motorizzato dagli anni Ottanta.
La strada parte dal Passo Xomo (1058 m) e sale per circa 1,5 km fino a Bocchetta Campiglia (1216 m), dove si dirama la strada delle 52 Gallerie e qui si trovano ampi parcheggi (a pagamento).
Da qui scende per qualche centinaio di metri fino al bivio per Malga Campiglia, poi risale nell’impluvio naturale delle Caneve di Campiglia. Per circa un chilometro è pianeggiante, scavata nella roccia sopra le guglie degli Scarubbi, da cui prende il nome. Nell’ultimo chilometro e mezzo la strada riprende a salire tortuosa fino alle Porte del Pasubio, poi continua per un altro chilometro e mezzo, con pendenze più dure e fondo rovinato, passando vicino all’Arco Romano fino alla chiesetta di Santa Maria del Pasubio alla Selletta del Comando, sede del comando italiano durante il conflitto.
CENNI STORICI SULLA STRADA DEGLI SCARUBBI
Costruita nell’estate del 1917 durante la Prima guerra Mondiale dall’Esercito Italiano, la strada degli Scarubbi serviva per raggiungere la sommità del Pasubio e la prima linea.
Per l’esposizione a nord era impraticabile in inverno e buona parte della primavera, rendendo necessaria la costruzione della Strada delle 52 Gallerie, più sicura. Dopo la seconda guerra, la strada degli Scarubbi fu, insieme a quella degli Eroi, la principale via d’accesso alle prime automobili turistiche.

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