Un’escursione che unisce storia, natura e silenzio, tra i simboli della Grande Guerra e panorami infiniti. Da qui si vedono il Pasubio, le Dolomiti di Brenta, il Bondone, il Baldo e le Piccole Dolomiti, l’Altissimo, il Carè Alto. Il percorso conduce al Parco della Pace, dove i ruderi delle fortificazioni raccontano la guerra, fino a Passo Buole, noto come “le Termopili d’Italia” (questo termine viene ripreso dalla storia greca: l’eroica resistenza degli spartani – terminata in sconfitta – contro gli invasori persiani, nel 480 a.C.). Il Monte Zugna 1864 metri è una montagna quindi ricca di storia, con siti e manufatti della Grande Guerra. Storicamente ha avuto un ruolo chiave nel conflitto. L’itinerario che ho percorso, permette di comprendere da vicino lo svolgimento delle operazioni dell’offensiva del 1916 e della battaglia combattuta a Passo Buole.

L’escursione porta al Parco della Pace, alla cima del Monte Zugna, si passa sotto ai Coni Zugna (1.865 m) fino ad arrivare a Passo Buole (1.460 m), dove la mulattiera di guerra continuerebbe fino al rifugio Fraccaroli. Si notano lungo l’intero anello i ruderi delle linee difensive, trincee, manufatti, cimiteri e ex baraccamenti. Si arriva a Passo Buole, dove un monumento ricorda le battaglie tra Italia e Impero Austro-Ungarico nel 1916. Lungo il percorso si possono individuare diverse deviazioni che permettono di scoprire diversi manufatti della Grande Guerra.


CONTESTO STORICO
Per comprendere meglio il contesto storico, consiglio la lettura del libro LE PICCOLE DOLOMITI NELLA GUERRA DEL 1915-1918 – dalla Vallarsa alla Val Lagarina, dal Carega ai Coni di Zugna
Nel maggio-giugno 1915 l’esercito italiano occupò la zona costruendo trincee, strade, baracche, teleferiche e acquedotti. In primavera 1916, gli austriaci tentarono di conquistare la Vallarsa, ma gli italiani difesero strenuamente il versante dello Zugna, il Passo Buole e il Trincerone, uno sbarramento nel punto più stretto del crinale. Nonostante sanguinosi assalti, gli austro-ungarici non riuscirono a superare la resistenza italiana. Da allora fino alla fine della guerra, si combatté una logorante guerra di posizione, testimoniata dai numerosi cimiteri e trincee ancora visibili.

DESCRIZIONE ANELLO PASSANDO PER MONTE ZUGNA E PASSO BUOLE
Si parte nei pressi del forte Matassone, che faceva parte di un progetto più ampio delle difese austro-ungariche, insieme a un forte sul Pasubio, uno sul monte Zugna e uno a Pozzacchio. Ci sarebbe piaciuto visitarlo, ma sarebbe stato troppo tardi per i tempi del percorso. Per chi fosse interessato, lascio qui il link per le visite. In questo punto si trova anche la tabella illustrativa e il segnavia sul sentiero CAI 118, che indica il monte Zugna in 2 ore e 20 minuti.


Si attraversa la strada e si passa attraverso un sottopassaggio tra le case e inizia così la nostra avventura. Dopo pochi minuti ci immettiamo su un crocevia di strade forestali. Noi prenderemo quella sulla destra: una mulattiera che sale ripida con il segnavia bianco-rosso.
Il sentiero inizialmente è una larga mulattiera che sale sempre ripida e costante in mezzo al bosco, con qualche scorcio stupendo sulla Vallarsa, sulla Vallagarina, Rovereto, il Monte Bondone e le Dolomiti di Brenta. Durante la salita, in alcuni punti si possono notare alcuni manufatti della Prima Guerra Mondiale, come trincee o baraccamenti ormai inesistenti.

Tra tratti più o meno ripidi e ricchi di vegetazione e tratti immersi in un fitto bosco, il sentiero si fa pianeggiante man mano che ci si avvicina al rifugio Monte Zugna. In breve tempo si entra in una zona prativa, dove davanti a noi si stagliano il rifugio Monte Zugna e l’osservatorio astronomico.



Ci immergiamo subito in una stradina sterrata segnata da chiari cartelli. Arriviamo al Rifugio Monte Zugna 1616 metri dove si trova anche l’osservatorio astronomico. Da qui, prendiamo la strada asfaltata che ci conduce prima alla chiesetta dedicata agli alpini e poi al Parco della Pace. Alla chiesetta imbocchiamo il sentiero sterrato numero 115, che in breve ci porta al Parco della Pace. Lungo questo percorso si trovano diversi pannelli illustrativi numerati, parte di un itinerario che inizia dopo Rovereto (Albaredo) e attraversa le testimonianze della Grande Guerra fino al Monte Zugna passando per il Trincerone.



IL PARCO DELLA PACE SUL MONTE ZUGNA
Visitiamo il Parco della Pace, un ampio pianoro dove si trovano i resti di manufatti austro-ungarici e italiani. Secondo un preciso piano, sulla sommità doveva sorgere un forte (mai costruito per problemi di bilancio) raggiungibile attraverso la strada che arrivava dalla Vallarsa e che poi dal rifugio diventa una mulattiera. Furono costruire le caserme, la palazzina degli ufficiali, l’impluvio per la raccolta dell’acqua piovana, i filtri per la sua depurazione e delle vasche di deposito. Tuttavia, dopo l’entrata in guerra dell’Italia, l’esercito austro-ungarico abbandonò il monte Zugna, subito occupato dagli italiani. Nel Parco della Pace essi hanno lasciato le loro tracce costruendo trincee, ricoveri scavati nella roccia, postazioni di artiglieria e il cimitero militare “Coni Zugna”. Lo Zugna venne dotato di un sistema di gallerie, con ricoveri e magazzini che dalla cima raggiungevano il sentiero che scende verso Passo Buole.




VERSO LA CIMA DEL MONTE ZUGNA
Vale davvero la pena dedicare del tempo a visitare questo luogo e leggere i pannelli informativi presenti. Successivamente ci dirigiamo verso un cimitero militare e, proseguendo lungo la mulattiera, arriviamo a un bivio. Dopo aver salito la cima, riprenderemo il cammino scendendo e da qui dovremo proseguire verso il passo Buole.


Proseguiamo verso la cima perché vale la pena di vedere, oltre alla vetta stessa, sempre presidiata da manufatti della Prima Guerra Mondiale, anche il panorama. La vista, infatti, abbraccia un paesaggio straordinario dal Carega al Sengio Alto (per noi un punto di vista stupendo, dato che non siamo abituati a vedere il nostro Carega da questo versante), al Monte Pasubio, alla Vallarsa, per poi estendersi al Monte Bondone, alle Dolomiti di Brenta, alla Presanella, al Carè Alto e infine alla Val d’Adige e al Monte Baldo.



VERSO PASSO BUOLE
Torniamo poi sui nostri passi fino al punto dove, durante la salita, avevamo incontrato lo segnavia per Passo Buole. La mulattiera è presidiata da diverse gallerie, trincee che scendono ai Coni di Zugna e il panorama spazia verso le Piccole Dolomiti. Stiamo percorrendo, fra l’altro, un tratto del Sentiero della pace, un sentiero lungo 580 km che tocca diversi punti della Prima Guerra Mondiale.
Proseguiamo sempre lungo la mulattiera che corre praticamente in piano e avvistiamo continuamente gallerie e ricoveri della Grande Guerra. L’ambiente è davvero spettacolare, secondo me. Questo tratto non l’avevo mai percorso. Il sentiero prosegue dolcemente con una bellissima vista sulla Val d’Adige e sul Monte Baldo. I colori dell’autunno sono vividi e regalano un quadretto davvero molto, molto bello.
Croci, cappelle, targhe e monumenti costellano il percorso, che dal sassoso sentiero che scende dallo Zugna si trasforma in un piacevole cammino tra alberi e vegetazione rigogliosa.



Arriviamo infine al Passo Buole 1438 metri, che separa il Gruppo del Carega dal Monte Zugna e la Vallagarina dalla Vallarsa. Durante la Prima Guerra Mondiale rappresentava un caposaldo strategico per l’esercito italiano. Al passo si trova un monumento dedicato ai caduti, accompagnato da diversi pannelli illustrativi che raccontano il contesto storico dell’epoca. Ci si immerge così in un ambiente carico di manufatti e ricordi della Grande Guerra.
“Attaccato nella primavera del 1916, lo Zugna venne come detto difeso strenuamente dagli italiani. L’attacco austro-ungarico sbatté contro il “Trincerone”, a quota 1419 metri, e per questo i comandi decisero d’aggirare l’ostacolo, attaccando i nemici alle spalle così da tagliare i rifornimenti e neutralizzare le artiglierie che dallo Zugna bloccavano la Vallarsa. L’assalto a Passo Buole, caratterizzato da sette giorni di incessanti bombardamenti, si inserisce in questo contesto. Avvenne fra il 22 e il 29 maggio del 1916.” (da “Il Dolomiti)

RITORNO VERSO RIVA DI VALLARSA
Da qui imbocchiamo il sentiero CAI 117 che ci conduce da Riva di Vallarsa, dove abbiamo lasciato un’auto. La partenza è da Matassone, mentre l’arrivo è a Riva di Vallarsa. Se si desidera completare l’anello a piedi, il percorso totale è di circa 17 km, ma include un tratto di strada asfaltata da percorrere. In alternativa, potete seguire il nostro metodo: lasciare un’auto all’inizio e una alla fine del percorso, oppure chiedere a un amico di darvi un passaggio. Il sentiero di ritorno si sviluppa nel bosco; anche qui troverete alcuni manufatti della Grande Guerra o ruderi. Scendendo, nei pressi di Riva di Vallarsa, noterete scorci davvero magnifici sulla Vallarsa e sul Monte Cornetto.
Nel complesso si tratta di un percorso estremamente appagante sia dal punto di vista storico sia paesaggistico, perché dalla cima del Monte Zugna si apre un panorama davvero spettacolare e avvolgente. Eravamo già stati sul Monte Zugna in inverno, con una leggera nevicata e al tramonto, ma la traversata ad anello che abbiamo fatto oggi rimarrà per sempre nel cuore.


IL PERCORSO IN BREVE:
L’ideale è avere due auto: parcheggiarne una a Riva di Vallarsa, che sarà il punto di arrivo, e portare l’altra a Matassone per la partenza. Altrimenti questo tratto va percorso a piedi su strada asfaltata. Mi hanno detto che esiste un sentiero che evita la strada, ma non avendolo percorso né conosciuto, non lo segnalo come alternativa a questo itinerario. Il giro in questo caso è di 17 km e dura circa un’ora in più.
- PARCHEGGIO: Matassone per la partenza
- PARTENZA: Matassone (Vallarsa – TN)
- PUNTO DI ARRIVO: Riva di Vallarsa (TN) qui abbiamo lasciato l’auto per il ritorno
- SVILUPPO: 15 km circa
- DISLIVELLO: 1200 metri D+
- DIFFICOLTA’: media/difficile per dislivello e lunghezza, alcuni passaggi ripidi nel bosco
- TIPOLOGIA SENTIERO: anello
- DURATA: 5/6 ore totali escluse soste e visite ai manufatti della Grande Guerra
- SEGNAVIA: CAI 118 – 115 – 117
- PUNTI DI APPOGGIO: Rifugio Zugna verificare aperture – tel. 3294212673
- PERIODO: maggio-novembre e comunque in assenza di neve
Oggi questi luoghi ci invitano al rispetto, al ricordo e alla meraviglia. Da un lato, i fatti accaduti durante la guerra e le condizioni in cui dovevano trovarsi i ragazzi quassù sono profondamente impressionanti (e qui ne abbiamo una testimonianza ampia); dall’altro, questi percorsi offrono un’immersione straordinaria nella natura e nella montagna stessa.
TRACCIA GPX MONTE ZUGNA PASSO BUOLE
Ti raccomando di prendere visione di questa nota : Avvertenze sui contenuti presenti in Passi Sospesi ed esonero ogni responsabilità.
Trovi un breve video sul mio profilo Instagram.

