Si tratta di un itinerario davvero stupendo, salendo due cime, Cima Slimber e Cima D’Ezze passando per un rifugio, il Sette Selle, compiendo in parte un giro ad anello, visitando la statua del minatore e un passaggio alle antiche miniere. A questo aggiungiamo tanta storia, quella della Prima Guerra Mondiale, e panorami strepitosi.
IL LAGORAI
Il gruppo montuoso del Lagorai si trova a sud di Predazzo ed è costituito principalmente da porfidi, rocce eruttive composte da quarzo e ortoclasio. La parte nord-orientale del massiccio è immersa nel Parco Naturale Paneveggio – Pale di san Martino. Il massiccio si estende tra il Monte Panarotta e il Passo Rolle per circa 70 km. I confini naturali sono la Val di Fiemme a nord, la Val di Cembra a ovest, la Valle di Primiero e Vanoi a est. Il Lagorai si distingue per le sue pareti rocciose dai colori intensi che vanno dal nero al rosso fino al verde.

LA VALLE DEI MOCHENI
La Valle dei Mòcheni è un luogo pieno di storia e tradizioni. La sua cultura nasce dalla minoranza tedesca che vive qui dal medioevo. Le tradizioni e la lingua dei mòcheni sono ancora vive oggi. Il mòcheno è una lingua germanica parlata solo in questa valle del Trentino. È riconosciuta come minoranza linguistica storica in Italia e rappresenta un importante patrimonio culturale da proteggere e valorizzare. Anche se parlata da poche persone, la lingua mòchena continua a vivere grazie all’insegnamento nelle scuole locali e a molti progetti culturali ed educativi per trasmetterla ai giovani.

DESCRIZIONE ITINERARIO: VERSO LA STATUA DEL MINATORE
Partiamo dal parcheggio di Palù Fersina a Frotten e imbocchiamo subito il sentiero 343 verso il Rifugio Sette Selle. Il parcheggio è a pagamento e costa 6 euro al giorno. Il sentiero inizialmente sale in mezzo al bosco. Successivamente, seguiamo il sentiero 325 che, su strada inizialmente asfaltata e poi sterrata, prosegue in leggera salita. A un certo punto, prendiamo una piccola deviazione sulla destra, dove la strada diventa di ghiaino pianeggiante, per poi fare una breve deviazione e visitare qualcosa di interessante. Proseguiamo ancora un po’ sul sentiero verso il lago di Erdèmolo, attraversiamo un ruscello e in cinque minuti arriviamo presso il maso Lenzi, a 1675 m di altitudine, dove si trova la nuova installazione del minatore.



L’opera “Memoria del Minatore” di Paolo Vivian è dedicata alla memoria collettiva e all’identità del popolo mòcheno. Si ispira alla dura vita dei minatori medievali (canopi), chiamati a estrarre ferro, argento e rame. L’opera diventa simbolo di rispetto e resilienza, trasformando la memoria storica in poesia visiva. Vivian esprime la forza interiore umana e paragona il lavoro del minatore a quello dell’artista, che scende nelle profondità dell’animo per portare alla luce valori come fede, speranza, umanità, coraggio e solidarietà.

VERSO LE MINIERE DI ERDEMOLO
Dopo aver letto i pannelli illustrativi che raccontano la vita del minatore ai tempi, riprendiamo la stradina da cui siamo arrivati e torniamo al bivio per salire verso il Rifugio Sette Selle, passando prima per la miniera di Erdèmolo. Ritorniamo quindi sulla strada asfaltata precedente e proseguiamo dritti in salita per poi tornare sui nostri passi, facendo una breve deviazione per andare a vedere l’ingresso delle miniere. Anche qui si tratta di una deviazione molto breve, che vale la pena fare, oppure eventualmente si può prenotare una visita per esplorare le miniere. Il giorno in cui siamo stati qui erano chiuse.


VERSO IL RIFUGIO SETTE SELLE
Ritornati al bivio, proseguiamo sulla strada asfaltata e in breve troviamo una deviazione sulla destra. Tralasciamo la strada sulla sinistra che porta a un maso e continuiamo sulla destra, sul 343B. Il sentiero, mai troppo ripido, sale tra boschi e ampie radure, attraversando ponticelli di legno e il fiume Fersina che scorre sotto i nostri piedi.




Il sole inizia a scaldare la giornata e il caldo tepore ci fa sentire molto bene. Il sentiero non è mai troppo impegnativo; alcuni tratti sono un pochino in salita, non troppo ripidi, alternati a tratti più pianeggianti, rendendo la passeggiata e l’escursione davvero molto piacevole. Ora, usciti dal bosco, si apre una bella e ampia radura dove possiamo vedere sulla nostra sinistra la nostra meta: la cima del Monte Slimber. La salita si fa leggermente più pendente, ma nulla di difficile, anzi. In poco più di cinque minuti arriviamo al Rifugio Sette Selle, dove faremo una sosta al ritorno. Al Rifugio Sette Selle ci sono diversi segnavia, proseguiamo in leggera salita verso il passo dei Garofani a 2155 metri.


VERSO CIMA SLIMBER
Dal passo dei Garofani, dove tira una bel vento freddo, si possono scorgere in lontananza le bellissime Dolomiti di Brenta nel loro intero spettacolo, le cime vicine del gruppo del Lagorai fino a vedere anche Cima d’Asta, la Marmolada e il gruppo del Latemar. Proseguiamo verso la cima con un tratto erboso leggermente esposto e arriviamo in pochi minuti alla croce di vetta del Monte Slimber 2200 metri. Il panorama da qui è veramente straordinario. Gli occhi si perdono a vista sulle montagne vicine, la Cima d’Asta in tutto il suo splendore, si vede anche la Marmolada, il gruppo del Latemar e tutte le Dolomiti di Brenta. Il cielo è terso e limpido come in una tipica giornata autunnale.

VERSO CIMA D’EZZE E FORCELLA D’EZZE PER ESCURSIONISTI ESPERTI
Dal Monte Slimber decidiamo di proseguire lungo la cresta seguendo il sentiero, che non è mai troppo difficile ma comunque adatto a escursionisti esperti e talvolta esposto. Chi non se la sentisse, soffrisse di vertigini o non avesse il passo sicuro, consiglio di tornare indietro al Rifugio Sette Selle lungo il sentiero di salita al Monte Slimber.






Per chi invece si sente sicuro e ha una certa esperienza e dimestichezza in montagna, assenza di vertigini, può proseguire lungo il sentiero 340A per escursionisti esperti, che è un continuo saliscendi attraverso guglie e rocce magnifiche e panorami incredibili, cambiando versante da una parte all’altra e mostrando così diverse sfaccettature dell’itinerario che stiamo percorrendo. Noterete sulle pareti delle rocce tantissime vie per arrampicata, fino ad arrivare alla cima del Monte d’Ezze a 2303 m.



Anche da qui il panorama è spettacolare. La giornata è bellissima e si può vedere chiaramente la cima del Monte Sette Selle. Sotto di noi si estende la valle dei Mòcheni e il Rifugio Sette Selle, che ci aspetta per una golosa merenda. Scendiamo attraverso un sentiero per escursionisti esperti, sempre ben segnato di bianco e rosso, fino alla forcella d’Ezze a 2270 metri. Quello che abbiamo appena percorso è il Sentiero Delio Pace.



RITORNO AL RIFUGIO SETTE SELLE
Questo luogo è interessato dagli eventi della Prima Guerra Mondiale. Troviamo infatti molti manufatti della Grande Guerra, tra cui numerosi baraccamenti ormai in decadenza e trincee.



Forcella d’Ezze (C12) rappresenta uno dei più complessi insediamenti del percorso.
E’ contraddistinto dalla presenza di alcuni tratti di trincea sulla sommità del monte: essi si rivolgevano verso il presidio d’Ezze ed oggi sono ormai quasi scomparsi. Il nucleo conservatosi sino ai giorni nostri insiste invece sul fronte di Palù del Fersina.
L’intervento di ripristino ha interessato 11 baracche diverse per forma, dimensioni e destinazione d’uso.
In quest’area sono inoltre ancora visibili i resti dei sedimi di altre strutture, ormai integralmente crollate: ciò testimonia la massiccia imponenza della cittadella che qui era edificata.
Originariamente, Forcella d’Ezze era protetta anche da piazzole di artiglieria pesante, che impedivano l’ascesa al monte e nel contempo sbarravano ai nemici l’accesso dalla Val Mendana a Cima Sette Selle. Il presidio dell’area era affidato al Bataillon Reutte Il, con il supporto di 15 Standschützen dell’130
L’effettiva realizzazione delle opere di pulizia. consolidamento e ripristino delle quasi 30 baracche restaurate nei settori C9, C11 e C12, ha reso necessaria, per oltre tre mesi, la permanenza continuativa in quota dell’Impresa esecutrice.
Ci colleghiamo così con il sentiero 315 verso il rifugio. Arrivati al rifugio, ci aspettano una buona fetta di torta e una tisana calda, per poi fare ritorno a valle dove abbiamo lasciato l’auto.
CONSIDERAZIONI PERSONALI
Nel complesso l’escursione è molto gratificante in un ambiente selvaggio e poco frequentato. I colori autunnali contrastano con il cielo blu e i toni caldi della stagione, rendendo tutto l’itinerario un quadro molto particolare, quasi da cartolina.
Anche qui gli eventi della Grande Guerra ci spingono a riflettere sul nostro passato, affinché non si ripeta in futuro, anche se purtroppo oggi assistiamo ancora a situazioni simili.
La seconda parte dell’itinerario, in particolare, riveste un grande interesse storico legato agli eventi della Prima Guerra Mondiale. Il percorso, a partire dal Monte Slimber, è consigliato esclusivamente ad escursionisti esperti. L’intero anello presenta un dislivello di circa 1000 metri e si estende per 13-14 km.

SINTESI DEL PERCORSO
- PARCHEGGIO: Frotten, Palù del Fersina a pagamento 6€ giornaliero
- PARTENZA: Frotten
- SVILUPPO: circa 14 km
- DISLIVELLO: circa 900 metri D+
- DIFFICOLTA’: facile fino al Rifugio Sette Selle, facile/medio fino al Monte Slimber, difficile fino alla forcella d’Ezze
- TIPOLOGIA SENTIERO: in parte ad anello
- SEGNAVIA: ben segnalato
- PUNTI DI APPOGGIO: rifugio Sette Selle tel. 3317065002, verificare le aperture stagionali. Si può raggiungere anche in inverno con le ciaspole.
- PERIODO: maggio/novembre o comunque in assenza di neve/ghiaccio l’intero anello, mentre il rifugio Sette Selle e’ aperto in inverno e si può raggiungere con sci da alpinismo o ciaspole.
TRACCIA GPX SLIMBER CIMA D’EZZE
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