Questo è un percorso che dall’abitato di Imer (Trentino) permette di raggiungere gli Stoli di Morosna, gallerie e camminamenti costruiti dall’esercito italiano durante la Prima Guerra Mondiale. Il giro offre inoltre panorami mozzafiato sulle maestose Pale di San Martino e sulle circostanti Vette Feltrine, lontano dai sentieri più battuti. Il Rifugio Vederna si trova su una bellissima piana ai piedi del Monte Pavione ed è circondato da rigogliosi pascoli e da una suggestiva chiesetta dedicata alla Madonna della Neve.

COME ARRIVARE AL RIFUGIO VEDERNA
Lasciamo l’auto presso la Val Caora, con pochi posti disponibili, e iniziamo il sentiero CAI 736 (le indicazioni in loco indicano 1 ora e 40 minuti per il rifugio Vederna). Il percorso attraversa subito un bosco molto ripido a tornanti, per poi immettersi su una strada ciottolosa e ben larga.


Arriviamo a circa 1000 m di altitudine a località San Paolo, sempre lungo questo percorso, dove troviamo due malghe molto graziose lungo il sentiero. Proseguiamo poi con una discreta pendenza in salita verso la nostra meta con qualche bel scorcio panoramico.



Arriviamo in una zona dove si trovano manufatti della Grande Guerra, si intravede lo sviluppo orizzontale del muro con feritoie dello sbarramento stradale, in parte oggi crollato. Qui si trova una cascata, la Cascata del Saltòn.


Dopo l’avanzata del maggio 1915, gli ingegneri dell’esercito italiano costruirono al Salton uno sbarramento per proteggere l’artiglieria dislocata a Morosna. Contro di esso si lanciarono inutilmente, nell’autunno del 1917, i reparti della 9ª Gebirgsbrigade.
INFORMAZIONI IN LOCO
Per chiudere la strada che da Imer sale alla Vederna e per proteggere l’artiglieria, la 7ª compagnia minatori realizzò qui al Salton un’importante fortificazione. L’opera, compiuta prevalentemente in galleria e sulla parete soprastante la cascata d’acqua, rappresentava un classico esempio di “sbarramento stradale”. Munita di numerose feritoie per fucilieri e dotata di ricoveri per la truppa e depositi, la fortificazione costituiva un ostacolo insuperabile per quanti ne avessero tentato l’attacco dalla valle. Della fortificazione del Salton rimangono oggi gran parte delle gallerie di ricovero e uno spesso muro in cui si vedono ancora le feritoie.


Proseguendo, il ruscello ci accompagna lungo la salita, attraversando il bosco in costante salita, fino a raggiungere un punto in cui il bosco si apre leggermente. Attraversiamo un ponticello di legno dove troviamo un altro pannello illustrativo che riporta una frase molto interessante: “Chi beve birra campa cent’anni, chi beve acqua di Cioda vivrà in eterno“. Questo motto ci ricorda che l’acqua è un bene prezioso, soprattutto in luoghi dove scarseggia. Qui abbiamo una piccola fontana vicino al ruscello.

Proseguiamo ancora in leggera salita su un sentiero ciottoloso fino a S-Cioss, 1230 m, sempre in mezzo ai pascoli. Arriviamo a un bivio dove si gira a destra, seguendo il sentiero 736 per il Rifugio Vederna, ben indicato.



Arriviamo in pochi minuti al maso Vederne, a 1290 m di altitudine. Qui il panorama si apre con una meravigliosa vista sul Monte Pavione, riconoscibile dal suo cono piramidale, leggermente imbiancato dalla neve di questi giorni, nonostante siamo a fine settembre. Ci incamminiamo su una strada forestale sterrata e davanti a noi si vedono alcuni caratteristici masi e la vista tra i prati.
VERSO GLI STOLI DI MOROSNA
Arriviamo nei pressi del rifugio Vederna 1325 m, situato in una posizione incantevole e spaziosa, circondato da prati verdissimi da cui si può ammirare il monte Pavione. Dopo una breve sosta, decidiamo di proseguire verso la Croce degli Alpini e gli stoli di Morosna, ma non in questo ordine. Prima di tutto visiteremo gli stoli di Morosna, un’area dove si trovano i resti delle fortificazioni e dei manufatti della Prima Guerra Mondiale. Successivamente torneremo indietro e saliremo fino alla Croce degli Alpini, dove si trova un bivio; da lì si può continuare fino alla croce, da cui si gode una splendida vista.



Iniziamo dal Rifugio Vederna: sulla sinistra si imbocca una strada sterrata che conduce agli Stoli di Morosna e alla Croce degli Alpini. Si prosegue con una dolce salita lungo questo sentiero forestale, adatto a tutti. La strada si innalza leggermente per poi scendere dolcemente, regalando una vista mozzafiato sulle montagne circostanti, tra cui la Cima d’Asta, già imbiancata a fine settembre. Davanti a noi, oltre a queste magnifiche vette che iniziano a tingersi dei caldi colori autunnali, si estendono verdi prati con laghetti tipici dove le mucche si abbeverano: un paesaggio davvero incantevole.


Arriviamo alle indicazioni per Stoli di Morosna e poi si scende brevemente sulla destra lungo un sentierino, dove si nota subito l’ingresso della grotta, chiuso da un cancello. In realtà, il cancello può essere aperto e lungo il percorso ci sono diversi pannelli illustrativi che raccontano i tempi storici passati e la storia dei masi di questa zona. Una volta entrati, la galleria è illuminata: si può accendere l’interruttore della luce, ma è importante ricordarsi di spegnerla una volta usciti. È possibile visitare questa galleria che presenta due sbocchi affacciati sulla valle di Primiero, una vista meravigliosa.



Questo è il primo ingresso che trovate. La strada che conduce a questi prati è un percorso militare, realizzato dai soldati del Regio Esercito Italiano tra il 1915 e il 1916, per presidiare efficacemente il territorio occupato della sottostante vallata di Primiero e assicurare il trasporto dei calibri di artiglieria collocati nelle gallerie di Morósna. Da maggio 1915 a novembre 1917 l’esercito italiano si installa sul monte Vederna che, interdetto alla popolazione locale, diventa una sorta di fortezza naturale di cui si sa ben poco:
“Si vedono ascendere le Vederne dei mulattieri militari conducenti vettovaglie alle truppe lassù accampate” ed “è un continuo scoppiar di mine di giorno e di notte, sulle Vederne e presso il ponte di S. Silvestro per la costruzione di piccole opere militari di difesa”.
Gli impegnativi lavori di mina servono a scavare un reticolo di cunicoli nel promontorio di Morósna che diventa così una cittadella sotterranea. Sei finestre aperte sullo strapiombo si affacciano in parte sulla gola dello Schenèr e verso il fronte del Lagorai, e in parte sulla valle di Primiero, le Pale di San Martino e il Colbricon.
A pochi metri dal primo ingresso si trova il secondo ingresso con altre quattro finestre che si affacciano sulla valle del Primiero.

Dopo aver visitato i due ingressi, possiamo salire brevemente all’osservatorio, ben segnalato da un evidente segnavia e un sentierino un po’ ripido, ma di soli due minuti, che porta alla parte superiore dove ci ritroveremo sopra le gallerie appena visitate. Il panorama dall’osservatorio spazia dalla bellissima valle di Primiero alla catena del Lagorai, al gruppo delle Pale, fino alle vette Feltrine. Un panorama magnifico e spettacolare. Un sentito ringraziamento và alle mie amiche che mi hanno portata a scoprire questo luogo per me sconosciuto della Prima Guerra Mondiale, che ha un significato molto profondo.



VERSO LA CROCE DEGLI ALPINI
Torniamo brevemente sui nostri passi, ripercorrendo a ritroso la stradina fatta in andata, quindi una leggera salita fino ad arrivare al bivio a sinistra dove è indicato con segnavia Croce degli Alpini Imer Sentiero Alpini.
Sulla destra vedrete una valletta da cui parte una traccia di sentiero che risale il bosco. Si tratta di una scorciatoia non segnalata che conduce alla Croce degli Alpini. Noi abbiamo scelto questa via, che è piuttosto ripida e a tratti fangosa, ma potete tranquillamente proseguire lungo la strada sterrata che si apre davanti a voi.



Uscendo dal bosco con pochi passi, vi ritroverete su una strada sterrata. Da un lato potete salire al monte Vederna, davanti a voi si erge il monte Pavione, mentre a sinistra prosegue il sentiero verso la croce degli Alpini. Se seguite il percorso con la ripida scorciatoia che ho preso io, arriverete a un certo punto alla fine della piana, dove su un albero troverete una scritta e una freccia di legno che indicano la direzione per la croce degli Alpini.

Anche da qui, dalla croce degli Alpini, si gode di una vista splendida su tutta la valle di Primiero e sulle montagne che la circondano, offrendo uno spettacolo unico, soprattutto perché il cielo si è schiarito ed è diventato più limpido e azzurro. Proprio di fianco alla croce, sulla sinistra, scende in mezzo al bosco il sentiero degli Alpini, che si congiungerà poi al sentiero iniziale di questa mattina. Il sentiero scende brevemente in mezzo al bosco, un po’ ripido, fino a raggiungere un pozzo risalente alla Prima Guerra Mondiale.

A questo punto si presenta un bivio: a destra o a sinistra. Noi prenderemo il sentiero di destra. Dopo un breve tratto di circa 25 minuti, ci ricongiungiamo con una deviazione che avevamo incontrato la mattina, salendo verso il rifugio Vederna. Da qui, proseguiamo in discesa su un percorso di ciottoli, passando nuovamente accanto alla cascata, fino a tornare al punto di partenza.
CONCLUSIONI
Nel complesso, l’escursione è davvero molto interessante, offrendo una varietà di scenari suggestivi e un valore notevole sia dal punto di vista naturalistico che storico. Il percorso costeggia per un lungo tratto ruscelli e torrenti, tra cui la cascata e fontane naturali. Lungo il sentiero si trovano diversi pannelli illustrativi che raccontano il passato, dalla Prima Guerra Mondiale fino alla storia dei Masi. Dal punto di vista panoramico, la vista è eccezionale: si possono ammirare le vette che circondano la conca di Primiero, dalla valle stessa fino alle cime delle Pale di San Martino e la catena del Lagorai.
L’aspetto storico è particolarmente interessante. Proseguendo lungo il sentiero, subito dopo la cascata, si incontrano gli sbarramenti risalenti al 1915-18. Se si presta attenzione, si possono notare diverse trincee, oggi in parte ricoperte dall’erba ma ancora ben visibili. Vale la pena fare una deviazione verso gli storici ingressi in galleria, che rappresentavano una piccola cittadina militare con quattro punti di osservazione. Infine, è consigliabile salire brevemente al monte Vederna per ammirare il panorama e completare così l’esperienza.

SINTESI DEL PERCORSO
- PARCHEGGIO: da dove siamo partiti noi, i posti auto sono 3/4. Si consiglia eventualmente di parcheggiare prima presso. Si può partire in caso da località Giare dove si trovano doversi parcheggi
- PARTENZA: Val Caora, 740m – Imer,Trentino vedere la traccia
- SVILUPPO: circa 14 km
- DISLIVELLO: circa 900 D+
- DIFFICOLTA’: media per la lunghezza ma si sviluppa su sentiero e ampie strade sterrate
- TIPOLOGIA SENTIERO: semi anello
- SEGNAVIA: 736
- PUNTI DI APPOGGIO: solo rifugio Vederna, verificare le aperture stagionali.
- PERIODO: maggio/ottobre o comunque in assenza di neve/ghiaccio

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