Un’altra interessante escursione sui luoghi della Grande Guerra: questa volta abbiamo visitato il Forte Spitz Vezzena, una fortificazione austro-ungarica della Grande Guerra, conosciuta anche come l‘Occhio degli Altipiani, situata in provincia di Trento, a Levico.

Una struttura profondamente segnata dalla guerra, situata in un punto strategico dell’epoca e molto panoramico per noi oggi.
Dalla cima, infatti, dove si trova il forte, possiamo godere di un panorama grandioso sulla Valsugana e i laghi di Levico e Caldonazzo. Nelle giornate limpide la vista spazia all’infinito.

Il punto di partenza dell’escursione è il Passo Vezzena. Da qui, in pochi minuti a piedi, si raggiungono le suggestive rovine del Forte Busa Verle. Questo percorso offre un’esperienza affascinante tra la Valsugana e l’Altopiano di Asiago, regalando paesaggi indimenticabili.

Passo Vezzena
ESCURSIONE AL FORTE VEZZENA IN SINTESI:
- PARCHEGGIO: Passo Vezzena 1402 metri sulla strada che collega Lavarone e Luserna con l’Altopiano di Asiago
- ARRIVO: Forte Spitz Vezzena, Pizzo di Levico 1908 metri
- SVILUPPO: 8 KM a/r
- DISLIVELLO: 500 metri D+
- DIFFICOLTA’: facile se si segue la strada sterrata, media se si segue il ripido sentiero di salita
- TIPOLOGIA SENTIERO: andata e ritorno stesso itinerario
- SEGNAVIA: SAT 205
- PUNTI DI APPOGGIO: nessuno lungo il sentiero
- PERIODO: maggio-ottobre o se con neve (su strada sterrata) essere adeguatamente preparati (non improvvisare)
Passo Vezzena – Forte Verle – Cima Vezzena (Pizzo di Levico)

DESCRIZIONE ITINERARIO FORTE VEZZENA

Lasciamo l’auto al passo Vezzena, a 1402 metri, e iniziamo a camminare lungo una strada asfaltata (chiusa al traffico), seguendo le indicazioni per Forte Vezzena e Forte Verle, situato a 1504 metri. La strada asfaltata passa accanto alla colonia e, ad un certo punto, possiamo vedere sopra di noi il Forte Verle, risalente alla Prima Guerra Mondiale. Il forte è in uno stato di decadenza e pericolante.

Un sentiero corre accanto alla strada asfaltata e procediamo verso Cima Vezzena di fronte a noi. Si arriva quindi a un bivio ben segnalato, dove i cartelli indicano il sentiero 205 per Cima Vezzena. Da questo punto inizia la parte più impegnativa, poiché il sentiero sale ripido attraverso il fitto bosco fino a immettersi sulla strada sterrata militare austro-ungarica, che ci porta direttamente alla cima, dove si trova il Forte Spitz Vezzena.


Il forte è chiuso e non visitabile internamente per ciò che ne rimane. Tuttavia, vale davvero la pena visitarlo esternamente. La cima del Pizzo di Levico, dove si trova il forte, è mozzafiato: il panorama che si apre sulla Valsugana, i laghi di Levico e Caldonazzo sono una meraviglia! Peccato per la giornata nebbiosa, ma comunque suggestiva. La vista potrebbe spaziare fino alle Dolomiti di Brenta, il Lagorai, l’Altopiano di Asiago, il Mandriolo e l’Ortigara, il Monte Verena e ancora Pasubio e Baldo. Qui trovi il video del forte Spitz Vezzena.





Il ritorno segue lo stesso percorso dell’andata, ma è possibile scegliere la strada militare, più semplice e meno ripida, sebbene leggermente più lunga. In alternativa, si può salire lungo la strada militare per evitare i tratti ripidi e scivolosi nel bosco.

CENNI STORICI
FORTE BUSA VERLE
Forte Verle si trova a 1504 metri ed è stato costruito tra il 1907 e il 1914 per bloccare le provenienze dalla Val D’Assa verso il Monte Rovere e Liserna. Era dotato, tra le altre armi, di due cannoni, e la casamatta era lunga ben 70 metri. L’attuale stato di degrado è dovuto principalmente al recupero del ferro presente nella struttura nel 1936, in previsione della Guerra d’Etiopia, e ai danni subiti nel dopoguerra.

L’OCCHIO DEGLI ALTIPIANI
Si trova a 1908 metri ed è integrato con la cima della montagna. Conosciuto come “L’occhio degli altipiani” per la sua evidente posizione strategica, dominava la parte superiore della Val d’Assa e l’Alta Valsugana.
Non fu mai espugnato, anche se subì pesanti bombardamenti dai grossi calibri italiani. Il forte fu edificato tra il 1910 e il 1914, quando il Trentino apparteneva all’Impero austro-ungarico. Aveva un’importante funzione di osservatorio proprio per la sua posizione.

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